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La vela che unisce - ENAVE

La vela che unisce

Collaborazione “La vela che unisce 2023”Attestato ENAVE la Vela che unisce

La vela che unisce

Siamo felici di condividere la nostra recente collaborazione per l’evento significativo “La Vela che Unisce”, una iniziativa benefica svoltasi a Fano il 15 e 16 luglio 2023.

Organizzato dal Rotary Club Fano e dal Club Nautico “Geremia Vivani”, in collaborazione con IYFR (International Yachting Fellowship of Rotarians) – Flotta Adriatico Centrale e il patrocinio del Comune di Fano, l’evento aveva lo scopo di promuovere l’unità e affrontare le esigenze della comunità.

Ci è stato conferito l’onore di ricevere un attestato di benemerenza in riconoscimento del nostro impegno e contributo all’iniziativa. Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e rafforza il nostro impegno a servire la comunità in modi significativi.

Il mondo della vela simboleggia l’unità e la crescita, riflettendo gli obiettivi dell’evento. Questa iniziativa incarna il motto della Rotary Foundation per il 2023, “Creiamo la Speranza”. Oltre a rappresentare una speranza filosofica, riflette un impegno concreto di individui – professionisti, cittadini e istituzioni – che collaborano per un futuro migliore.

Progetto “6Plurale”

I proventi generati da questo evento significativo saranno destinati al supporto del progetto “6plurale”. Tale iniziativa mira a finanziare una gamma diversificata di attività e strutture rivolte alle famiglie svantaggiate. Questo sostegno si estende a eventi educativi, culturali, sportivi e sociali, con una speciale dedica alle famiglie che affrontano sfide legate alla disabilità e all’età giovanile. Sotto la guida della Sfera Sociale n. 6, questo progetto rappresenta un’azione tangibile nel promuovere l’uguaglianza tra gli individui.

Conclusione

La nostra partecipazione a “La Vela che Unisce” è stata un’esperienza straordinaria che ha rafforzato ulteriormente il nostro impegno a generare un impatto positivo.

Riflettendo sull’unità, lo scopo e la speranza che hanno permeato l’evento, guardiamo al futuro con rinnovata determinazione nel nostro percorso di servizio e collaborazione.

 

Clicca per scoprire di più sull’evento

Estensione dell'Accettazione della Marcatura CE nel Regno Unito

Estensione dell’Accettazione della Marcatura CE nel Regno Unito

L’entrata in vigore della Brexit ha comportato una serie di cambiamenti significativi nelle normative commerciali tra il Regno Unito e l’Unione Europea. Uno degli aspetti chiave è stato il passaggio da un sistema basato sulla marcatura CE a uno in cui il Regno Unito stabilisce le proprie direttive e standard. Tuttavia, in un’azione che può essere vista come un tentativo di mantenere una certa armonia normativa, il Regno Unito ha esteso l’accettazione della marcatura CE anche per le unità da diporto e i loro componenti.

La Marcatura CE: Una Breve Panoramica

La marcatura CE è da lungo tempo un marchio riconosciuto in Europa, indicante che un prodotto è conforme alle normative dell’Unione Europea per la sicurezza, la salute e l’ambiente. Si tratta di un marchio che assicura ai consumatori e agli utenti finali che il prodotto soddisfa gli standard di qualità stabiliti. Prima della Brexit, la marcatura CE era accettata sia nel Regno Unito che nei paesi dell’UE.

Cambiamenti a Seguito della Brexit

Con la Brexit, molte questioni normative sono state riesaminate. Questo ha comportato la creazione di un nuovo schema di marcatura, la marcatura UKCA (UK Conformity Assessed), specificamente per il mercato britannico. I prodotti destinati al mercato del Regno Unito devono ora portare il marchio UKCA per dimostrare la loro conformità alle normative locali.

Estensione dell’Accettazione della Marcatura CE

Nonostante il passaggio al sistema UKCA, il Regno Unito ha deciso di estendere l’accettazione della marcatura CE prima fino a Dicembre 2024, ora senza un limite definito, anche per le unità da diporto e i loro componenti. Questa mossa ha lo scopo di agevolare la transizione e fornire più tempo sia ai produttori britannici che a quelli dell’UE per adeguarsi ai nuovi requisiti normativi. Ciò significa che le imbarcazioni da diporto e i loro componenti che portano la marcatura CE possono ancora essere commercializzati e utilizzati nel Regno Unito.

Vantaggi dell’Estensione

Questa estensione dell’accettazione della marcatura CE offre diversi vantaggi per l’industria delle imbarcazioni da diporto e i loro componenti:

  1. Continuità Commerciale: Gli operatori del settore possono continuare a commercializzare i loro prodotti nel Regno Unito senza interruzioni significative, mentre si adattano gradualmente alle nuove normative.
  2. Riduzione della Complessità: L’estensione consente ai produttori di evitare l’onere di aderire immediatamente al nuovo schema di marcatura UKCA, semplificando il processo di adeguamento.
  3. Tempo per Adeguarsi: I produttori hanno più tempo per comprendere i nuovi requisiti normativi e per apportare le modifiche necessarie ai loro processi produttivi.

Conclusioni

L’estensione dell’accettazione della marcatura CE nel Regno Unito per le unità da diporto e i loro componenti rappresenta un passo verso una transizione più fluida e progressiva verso le nuove normative post-Brexit. Questa decisione offre un certo grado di flessibilità e sostegno all’industria delle imbarcazioni da diporto, consentendo agli attori del settore di adattarsi gradualmente alle nuove realtà normative. Tuttavia, è importante che i produttori rimangano consapevoli dei cambiamenti in corso e inizino a considerare l’adozione del marchio UKCA per garantire la conformità alle future esigenze normative del mercato britannico.

 

Qui il comunicato stampa del Governo del Regno Unito.

PERIZIE NAUTICHE

ENAVE oltre ad occuparsi di marcatura CE e visite di sicurezza, effettua anche servizi di ingegneria e visite ispettive per attività peritali.

Effettuare una valutazione del valore e dello stato d’uso di una barca può rivelarsi utile nelle situazioni in cui si decide di: effettuare un acquisto o una vendita, un rifinanziamento, ma anche evitare potenziali reclami, o si proceda alla ristrutturazione e/o manutenzione dell’unità.
Le perizie navali sono valutazioni tecniche effettuate da un esperto nel campo navale su una nave o un’imbarcazione, al fine di stabilirne le condizioni, il valore o le possibili cause di un evento o danno.

 

In quali occasione può essere richiesta una perizia?

Tipi di Visite Peritali:

  • Pre-acquisto: viene consigliato prima di acquistare un’imbarcazione. Comprende un esame più o meno approfondito dell’integrità strutturale dello scafo, delle condizioni degli apparati propulsivi, elettrici, idraulici, dell’attrezzatura e degli accessori, nonché dell’aspetto estetico e manutentivo dell’intera unità. La visita comprende generalmente una visita a secco della carena ed una prova in mare.
  • Condizioni e valore (Assicurativa): è una visita volta a valutare le condizioni ed il valore di una unità da diporto, al fine di permettere ad una Compagnia Assicuratrice, o ad un finanziatore, la valutazione del bene. Deve comprendere un giudizio del perito sulle condizioni di navigabilità e sicurezza. Non viene effettuata la prova in mare, e l’ispezione può avvenire anche in acqua. Normalmente le Compagnie Assicuratrici richiedono la perizia sulle unità vecchie più di 7/10 anni. Le società di leasing la richiedono su qualunque unità usata.
  • Avaria, Ispezione di carena, Pre-Consegna: sono altri tipi di visita eseguiti su richiesta o dell’armatore o del cantiere.

 

La visita peritale non è un collaudo.

Far eseguire una perizia sull’imbarcazione che si sta andando ad acquistare non assicura che in seguito all’acquisto possano emergere dei problemi. La differenza tra perizia e collaudo sta nel fatto che:

La perizia è un processo statico, può essere paragonato ad una “fotografia” dell’imbarcazione, nella quale viene identificato lo stato di salute dell’imbarcazione.

Il collaudo è un processo dinamico volto ad effettuare prove funzionali delle imbarcazioni e l’esecuzione di eventuali stress test per verificare la qualità funzionale dell’imbarcazione.

 

 

DECRETO CORRETTIVO DEL NUOVO CODICE DELLA NAUTICA DA DIPORTO 2020

31 correzioni apportate al codice

Il decreto legislativo 12 novembre 2020, n. 160 – Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, concernente revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1, comma 5, della legge 7 ottobre 2015, n. 167 – è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore il 22 dicembre 2020.

Il decreto correttivo contiene interventi su 31 articoli e ha come obiettivo quello di dare al Codice una maggiore completezza e sistematicità tenendo conto anche delle questioni emerse in sede di prima applicazione del medesimo provvedimento. Di seguito sono indicate alcune delle novità introdotte.

Il decreto correttivo del nuovo codice della nautica da diporto 2020 permette di:

  • colmare le lacune di aggiornamento dei procedimenti amministrativi, al fine di rendere completamente operativo il sistema telematico del diporto e snellire gli adempimenti. Nel vecchio codice, alcune procedure relative al rilascio della licenza di navigazione provvisoria non erano contemplate nel contesto di quelle effettuabili in via telematica, ovvero, erano rimaste cartacee. Con la misura correttiva, andando allo sportello telematico, l’armatore può ora ottenere una licenza provvisoria, e con quella già fare l’imbarco dell’equipaggio e la licenza dell’apparato VHF, potendo dunque navigare subito. Si accorciano dunque i tempi necessari per ottenere la navigabilità dell’unità, uno dei fattori per i quali facevano più concorrenza le bandiere estere;
  • consentire al cantiere costruttore di un’unità da diporto, ove per qualsiasi ragione non riesca a concluderne la vendita, di poterla immatricolare a proprio nome, per dare sbocco a un mercato a “km zero”. I cantieri costruttori di unità da diporto possono ora intestare la barca a sé stessi e possono utilizzarla per attività, ad esempio, noleggio. Questo apre il mercato a un modello che nel mercato dell’auto esiste da anni, il Kilometro zero. Il concessionario non si trova quindi più obbligato a tenere bloccata una barca nuova non venduta, ma può sfruttarla o lanciarsi in un nuovo business, adibendo una nuova barca nuova a noleggio per poi venderla successivamente;
  • prevedere una disciplina per la navigazione di “droni”. Una norma che va a colmare un vuoto normativo, introducendo la possibilità di attività commerciale, o assistenza, o rimorchio, o, ad esempio, monitoraggio di un campo boe, che possa esser eseguita da un drone;
  • introdurre nuove forme di utilizzo commerciale delle unità da diporto, in linea con le raccomandazioni espresse dal Consiglio di Stato, per dare supporto alla dinamicità del settore;
  • prevedere sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività di scuola nautica;
  • correggere la disciplina delle patenti nautiche, con finalità di inclusione sociale delle persone diversamente abili e degli anziani e la possibilità di effettuare le visite mediche direttamente presso le scuole patenti;
  • introdurre un’anzianità di almeno tre anni di patente nautica per il comando di unità da diporto in attività di noleggio occasionale, al fine di garantire maggiore sicurezza. Il noleggio occasionale permette al proprietario di imbarcazione (ricordiamo che per i natanti non è previsto il noleggio occasionale), di noleggiare la propria barca fino a un massimo di 42 giorni l’anno. Con la correzione, è stato stabilito che il proprietario deve essere in possesso di patente nautica da almeno 3 anni;
  • l’istituzione dell’archivio nazionale dei prodotti delle unità da diporto, al fine di contrastare l’immissione sul mercato di prodotti fraudolenti che provochino incidenti o infortuni. Questa è una vera novità, a tutela delle aziende produttrici di prodotti per la nautica da diporto sia per la sicurezza del diportista. Se si verificano degli incidenti su prodotti per la nautica, tali prodotti saranno inseriti in una lista nera che andrà a bandirli dal mercato in quanto non conformi o pericolosi. Il consumatore è tutelato perché non dovrebbe trovarsi in condizioni di acquistare, anche in buona fede, un prodotto che ha già causato incidenti. Il produttore, onesto, viene tutelato dal ritrovarsi sul mercato prodotti non conformi o contraffatti in concorrenza. La banca dati sarà gestita dal ministero dei trasporti.
  • previsione di aree destinate a ormeggio a secco nei piani regolatori dei porti mercantili, ogni porto commerciale ha l’obbligo di avere un piano regolatore PR, e tali PR dovranno ora specificare quali siano le aree destinate agli ormeggi a secco. Molti porti mercantili hanno aree non più utilizzate, qualunque soggetto privato può dunque chiedere ora una concessione demaniale per fare ormeggio a secco, il nuovo codice è lo strumento giuridico per obbligare il porto in questione a rispondere alla domanda riferendosi al piano regolatore.

 

Qui il DECRETO LEGISLATIVO 12 novembre 2020, n. 160 completo

 

Fonti: Giornale della vela, Sailbiz

rinnovo certificato di sicurezza nautica

RINNOVO DEL CERTIFICATO DI SICUREZZA

è tempo di rinnovare il certificato di sicurezza!

Hai controllato la data di scadenza del certificato di sicurezza della tua imbarcazione? Se è in scadenza contattaci! ENAVE esegue visite e accertamenti per il rilascio, rinnovo e convalida del certificato di sicurezza e altri accertamenti previsti dal Codice della Nautica.

Il rinnovo avviene immediatamente dopo l’accertamento tecnico da parte di ENAVE.

Provvederemo noi stessi ad avvisare la Autorità Marittima 48 ore prima della visita di accertamento. Dal momento della visita ENAVE è in grado di produrre l’ attestazione di idoneità sia per l’Autorità Marittima che per il diportista in tempi brevissimi.

Per richiedere un accertamento tecnico è sufficiente CLICCARE QUI e compilare il form per ottenere un preventivo

 

ANALISI FLUIDI DI BORDO

Da oggi puoi rivolgerti ad ENAVE per avere l’analisi dei fluidi presenti nei macchinari di bordo, dai motori principali di propulsione, ai gruppi elettrogeni, verricelli, centraline idrauliche ecc…

Con analisi dei fluidi di bordo si intende l’attività di analisi delle proprietà chimico-fisiche del fluido (di lubrificazione o di raffreddamento) dopo un certo periodo di utilizzo, nonché la ricerca di eventuali contaminanti, allo scopo di ottenere informazioni sulle condizioni operative del sistema e sulle condizioni del fluido stesso.

Lo scopo principale degli esami è la ricerca dei “segnali deboli”, contenuti nel fluido in uso, sotto forma di contaminanti o suo degrado chimico/fisico, che possono aiutare a preservare l’integrità della macchina e del sistema collegato.

Nel settore marino, la propulsione è un ambito in cui il controllo e la “prevenzione” divengono essenziali per preservare il bene da eventuali gravi avarie e per garantirne la sicurezza nell’impiego, sia per motori a benzina che per motori diesel.

L’ uso discontinuo dei motori peggiora talvolta la loro conservazione, favorendo fenomeni di corrosione galvanica e degrado delle superfici esposte. La presenza di gasolio incombusto (ancora peggio di benzina) compromette la viscosità del fluido causando fenomeni di usura, specie in fase di avviamento.

Controllare lo stato operativo e di degrado funzionale di un propulsore, mediante analisi dei fluidi, è un’operazione poco costosa per l’armatore, e dà in breve tempo risultati utili per la valutazione del propulsore in esame.

Le analisi effettuate sugli oli lubrificanti (o idraulici) usati, provenienti cioè da meccanismi in esercizio, per verificarne l’effettivo “stato di salute”, rientrano nella categoria dei “controlli non distruttivi” e hanno valore essenzialmente diagnostico e preventivo, grazie a questa capacità di “leggere” in un fluido, lo “stato di salute” di un macchinario. È possibile comprendere immediatamente la gravità di un eventuale danneggiamento di un componente meccanico, o prevenire una incombente grave avaria.

ENAVE offre a tutti i propri clienti, a prezzi vantaggiosi, un servizio di monitoraggio degli oli e dei grassi per la lubrificazione, dei liquidi di raffreddamento e dei combustibili di qualsiasi motore o macchinario in esercizio, cogli l’opportunità e CONTROLLA LO STATO DI SALUTE DELLA TUA IMBARCAZIONE O DI QUELLA CHE VUOI ACQUISTARE.

Contattaci al numero 0721 1866487 o invia un e-mail a info@enave.it per maggiori informazioni.

BREXIT in BRIEF – É il momento della transizione

In questo periodo di emergenza COVID-19 è essenziale prepararci a ripartire guardando alla realtà futura con tutte le possibili novità, facciamo un po’ di chiarezza per gli operatori economici in merito alla Brexit.

Dal 1° febbraio 2020, il Regno Unito si è ritirato dall’Unione europea ed è diventato un “paese terzo” . L’accordo di recesso prevede un periodo di transizione che terminerà il 31 dicembre 2020. Fino a tale data, la legislazione dell’UE è applicabile anche al Regno Unito.

Durante il periodo di transizione, l’UE e il Regno Unito negozieranno un accordo su un nuovo partenariato, prevedendo in particolare una zona di libero scambio. Tuttavia, non è certo se tale accordo sarà concluso ed entrerà in vigore alla fine del periodo di transizione. In ogni caso, questo creerebbe una accordo che, in termini di condizioni di accesso al mercato, sarà molto diverso dalla partecipazione del Regno Unito al mercato interno, nell’Unione doganale dell’UE e nel settore dell’IVA e delle accise.

Pertanto, tutte le parti interessate, e in particolare gli operatori economici, devono valutare  la propria situazione giuridica alla fine del periodo di transizione.

Un operatore economico stabilito nell’UE che, prima della fine del periodo di transizione, era considerato un distributore UE di prodotti ricevuti dal Regno Unito, diventerà un importatore ai fini della legislazione sui prodotti dell’Unione Europea. Questo operatore dovrà rispettare gli obblighi applicabili a un importatore, per quanto riguarda in particolare la verifica della conformità del prodotto e, ove applicabile, l’indicazione dei suoi dati di contatto sul prodotto o sulla sua etichetta.

Alla fine del periodo di transizione, gli organismi notificati del Regno Unito perderanno il loro status di organismi notificati dall’UE e saranno rimossi dal sistema informativo della Commissione sulle organizzazioni notificate (banca dati NANDO). Quindi, gli organismi notificati del Regno Unito non saranno in grado di svolgere compiti di valutazione della conformità ai sensi della legislazione sui prodotti dell’Unione Europea.

Dunque sarà necessario che gli operatori economici facciano domanda per un nuovo certificato rilasciato da un organismo notificato dell’UE, o organizzino un trasferimento della documentazione e del certificato corrispondente dall’organismo notificato del Regno Unito a un organismo notificato dell’UE, a cui subentrerebbe quindi la responsabilità per quel certificato.

L’articolo 41 dell’accordo di recesso prevede che un bene esistente e individualmente individuabile legalmente, immesso sul mercato nell’UE o nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione possa essere ulteriormente reso disponibile sul mercato dell’UE o del Regno Unito e circola tra questi due mercati fino a raggiungere l’utente finale. Laddove previsto dalle disposizioni applicabili del diritto dell’Unione, un tale bene può anche essere messo in servizio nell’UE o nel Regno Unito.

La nozione di immissione sul mercato si applica ai singoli prodotti. Di conseguenza, questa disposizione si applicherà solo ai singoli prodotti che sono stati immessi sul mercato nell’UE o nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione, ma non al tipo o alla serie di prodotti in modo generale.

L’operatore economico che fa affidamento a tale disposizione ha l’onere di dimostrare, sulla base di qualsiasi documento pertinente, che il bene è stato immesso sul mercato nell’UE o nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione. Tale prova può essere fornita sulla base di documenti normalmente utilizzati nelle transazioni commerciali.

Ai fini di tali disposizioni, si precisa che, per “immissione sul mercato” si intende la prima fornitura di un bene per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato nel corso di un’attività commerciale, in cambio o in pagamento o gratuitamente. ” Messa in servizio “significa primo utilizzo di un bene all’interno dell’Unione Europea da parte dell’utente finale per gli scopi per i quali è destinato o, nel caso di equipaggiamento marittimo, l’imbarco.

Al contrario, le seguenti situazioni non sono considerate come immissione sul mercato:

  • Prodotti preordinati, non ancora prodotti
  • Contratto per la fornitura di beni fungibili (ad es. X unità di prodotto Y, non identificabili individualmente)
  • Merci fabbricate e conservate nelle scorte del produttore, ma non ancora fornite per la distribuzione, il consumo o l’uso
  • Offerta generica di un prodotto on-line (solo dopo che un ordine è stato effettuato e confermato da un cliente, il bene specifico oggetto della transazione pronto per la spedizione è considerato immesso sul mercato).

Fonte : Official website of the European Union

 

 

La nautica riprenderà dopo il Coronavirus…sei PRONTO A SALPARE?

Il Coronavirus sta imperversando in Italia come in tutto il mondo ed ha rallenatato la Nautica da Diporto.

Attendiamo, speriamo a breve, una forte ripresa . Per questo vogliamo farci trovare pronti quando questo accadrà.

Presto le restrizioni verranno allentate, ci auguriamo che ogni armatore inizi da adesso a prendersi cura della propria barca prenotando la visita per il rinnovo del certificato di sicurezza. ENAVE fisserà la visita entro 7 giorni dal termine delle restrizioni previste nella propria zona.

In occasione di questo delicato momento, ENAVE in qualità di Organismo Notificato, ha definito una speciale scontistica del 10% sul proprio listino per il rinnovo del certificato di sicurezza.

Prenota adesso ed accedi allo sconto!

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