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Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Elisa Bacchiocchi

Ed eccoci al settimo appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica mensile che vi racconta di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della nostra azienda.

È ora il momento di presentarvi la prima collaboratrice dello staff presente nella sede legale della nostra azienda a Fano.

Elisa Bacchiocchi, novella sposina classe ’91.

Nata a Fano, marchigiana doc rispecchia in tutto e per tutto il calore e la solarità della sua terra.

Diplomata geometra nel 2010, ha avuto varie esperienze nel campo dell’edilizia prima di arrivare ad ENAVE nel 2017.

Il mondo navale l’ha così sedotta e conquistata, tanto che ad oggi Elisa ama follemente tutti gli aspetti del suo lavoro e della nautica.

Il mare è però da sempre una sua passione, e come tutti i suoi concittadini, può permettersi una pausa pranzo veloce sulla spiaggia durante la bella stagione, può godersi le calde giornate assolate sul bagno asciuga durante l’estate, ma è durante l’inverno che Elisa ama fare lunghe passeggiate sulla battigia.

Inoltre nel suo tempo libero si occupa dei bambini della sua parrocchia nel ruolo di catechista sin da quado aveva 15 anni.  Segue i bambini delle elementari e con loro si diverte a fare lavoretti a mano, organizzare feste e campi scuola.

Elisa è energica e sempre sorridente, mette passione in tutto quello che fa sia che si tratti di lavoro sia di un hobby.

All’interno di ENAVE si occupa di gestire la contabilità generale e finanziaria della società e se chiamate nella sede di Fano, per ricevere informazioni, con molta probabilità è la sua voce quella che sentirete al telefono.

 

Qui potete trovare gli articoli che parlano dell’Ing. Francesco Prinzivalli  dell’Ing. Alessandro Suardi , dall’Ing. Paolo Arena , di Giulia Cresci , di Luca Carassiti e di Manuel Orlandi.

 

 

 

 

Torna in Italia con ENAVE: tutte le news per chi deve cambiare bandiera!

Il recente irrigidimento delle norme che regolano la registrazione delle imbarcazioni dei cittadini comunitari nei Registri dei singoli Stati Membri impone un cambiamento a chi ha scelto, da non residente, la bandiera olandese o la bandiera belga.

Dalla nascita dell’Unione Europea qualsiasi cittadino di un paese EU poteva scegliere in quale Registro Europeo iscrivere la propria imbarcazione, potendo così usufruire di una burocrazia a volte molto più snella, oppure utilizzare a bordo gli accorgimenti che riteneva maggiormente vantaggiosi senza dover sottostare a precise imposizioni.

Negli anni, infatti, molti armatori italiani hanno preferito issare nelle loro imbarcazioni bandiere estere per poter godere di benefici e di facilitazioni previsti da un sigillo straniero, ma soprattutto, come anticipato, per snellire costi procedure e dotazioni di bordo richieste dalla normativa del nostro paese.

Questa fine d’anno riserva però notizie che non faranno piacere a molti. Vi presentiamo in maniera sintetica i due casi esemplari di Belgio e Olanda.

IL CASO DEL BELGIO

A partire dall’1 gennaio del 2019, per poter registrare un’imbarcazione in Belgio, e battere bandiera belga, occorrerà che la proprietà dell’imbarcazione siaalmeno per il 50% di un cittadino Belga o di un residente sul territorio. Il Governo belga ha infatti emanato un decreto legge che stabilisce che la bandiera del Belgio può essere concessa soltanto a cittadini belgi e a residenti in Belgio, con effetto retroattivo che colpisce quindi anche le unità da diporto già immatricolate da stranieri. Le imbarcazioni inserite nel registro del Belgio, man mano che arriveranno al termine di scadenza dell’iscrizione (5 anni dalla data di registrazione), dovranno essere rimosse se non sussisteranno i requisiti richiesti dal nuovo decreto legge.

IL CASO DELL’OLANDA

A luglio 2018a seguito dell’incidente diplomatico scaturito dal caso dellanave dell’ONG Lifeline, alla quale a giugno scorso L’Italia aveva interdetto tutti i porti, il Governo olandese ha sospeso le immatricolazioni di imbarcazioni straniere e ha revocato la concessione a chi già ce l’aveva. Tutto ciò ha portato alla luce in maniera chiara che in Olanda esistono 2 differenti registri d’iscrizione per le barche da diporto: il Watersportverbond, una sorta di associazione che raccoglie i club nautici del paese e il Kadaster, vero e proprio registro nautico/marino con annotazione ufficiale della proprietà, dei diritti di garanzia e la relativa burocrazia che ne consegue.

La maggior parte delle imbarcazioni italiane sono iscritte al Watersportverbond che non dà diritto ad una vera “immatricolazione” ma del rilascio di un semplice “International Certificate for Pleasure Craft”, che non determina l’appartenenza di bandiera come stabilito dall’art.9 della Convezione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). Di conseguenza, l’Olanda non accetta nessuna delle responsabilità elencate nell’articolo 94 dell’UNCLOS, determinando quindi secondo la convenzione UNCLOS, che le unità iscritte al Watersportverbond sono imbarcazioni prive di nazionalità non protette dalla legge di alcun Stato.

 

Visti gli importanti cambiamenti di rotta dell’Olanda e del Belgio, e la necessità di molti diportisti italiani di tornare a sotto la bandiera nazionale, ricordiamo che i documenti necessari per legge al cambio di registro, oltre ai versamenti e ai bolli di rito, sono:

  • Certificato di cancellazione da richiedere all’ufficio di bandiera straniero.
  • Titolo di proprietà dell’imbarcazione, da esibire all’ufficio di iscrizione italiano
  • Visita iniziale ai fini dell’iscrizione e rilascio del certificato di sicurezza.
Per maggiori dettagli è possibile consultate l’elenco aggiornato dei documenti sul sito della Guardia Costiere.
Qui per le unità CE http://www.guardiacostiera.gov.it/normativa-e-documentazione/Documents/iscrizionece.pdf
Qui per le unità non CE http://www.guardiacostiera.gov.it/normativa-e-documentazione/Documents/iscrizionenoce.pdf

ENAVE in qualità di Organismo Notificato, ha definito una speciale scontistica del 25% sul proprio listino per il rilascio del certificato di sicurezza per imbarcazioni provenienti da registri esteri, in modo da agevole tutti coloro che si trovano in questa difficile situazione.

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Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Manuel Orlandi

Ed eccoci al sesto appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica mensile che vi racconta di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della nostra azienda.

È ora il momento di presentarvi Manuel Orlandi, colonna portante insieme a Luca Carassiti della nostra segreteria tecnica.

Classe 1977, nato e cresciuto a Ferrara, ferrarese DOC da 4 generazioni è molto legato alla sua terra e alla sua famiglia.

Manuel ha conseguito il diploma di Geometra nel 1997 e dopo diverse esperienze sul campo, dove ha potuto sperimentare la sua passione per il disegno tecnico è approdato in ENAVE nel 2015.

Patito di ruote e motori viene meno alla sua fede sono quando si parla di montagna: sulle piste innevate infatti ama praticare lo snowboard. Per il resto adora le mountain-bike, le auto, le moto e tutto ciò che brucia combustibile!!! Il mondo della nautica lo affascina da sempre ed è inutile dire che tra le barche preferisce i motor yacht e motoscafi da competizione.

 

All’interno dell’azienda si occupa della gestione della documentazione tecnica e dell’emissione della certificazione necessaria per la navigazione delle unità da diporto.

Qui potete trovare gli articoli che parlano dell’Ing. Francesco Prinzivalli  dell’Ing. Alessandro Suardi , dall’Ing. Paolo Arena e di Giulia Cresci.

 

 

 

Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Giulia Cresci

Ed eccoci al quinto appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica mensile che vi racconta di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della nostra azienda.

Finalmente vi presentiamo una donna che fa parte del nostro staff.

Anche se è in ENAVE solo da qualche mese, questa giovane ragazza ha già lasciato il segno grazie ai suoi modi gentili e cortesi e grazie alla sua preparazione professionale.

Giulia Cresci, classe 1991 è nata e cresciuta in un piccolo paese dell’alta Maremma Toscana.

Amante del mare sin da piccola, deve la sua passione alla madre di origini siciliane. Indimenticabili sono infatti per Giulia le lunghe giornate soleggiate trascorse al mare con la mamma, nelle quali si divertiva a scoprire le bellezze della natura, tra un pranzetto a base di pesce e i giochi sulla spiaggia.

Giulia ha conseguito una laurea di primo grado in ingegneria nautica a La Spezia presso l’istituto G. Marconi (polo distaccato dell’Università degli studi di Genova) dove, ad oggi prosegue gli studi per la laurea magistrale.

Dopo piccole esperienze in cantieri nautici, è approdata ad ENAVE, grazie ad un seminario formativo che i nostri tecnici hanno tenuto proprio presso l’Università di Genova, prima come tirocinante e poi come impiegata all’interno dell’ufficio tecnico.

All’interno di questo ufficio, sotto la direzione dell’Ing. Alessandro Suardi e coadiuvata dall’Ing. Paolo Arena, Giulia si occupa della realizzazione dei fascicoli tecnici, di controllare la parte documentale e della stesura dei certificati di sicurezza.

Qui potete trovare gli articoli che parlano dell’Ing. Francesco Prinzivalli e di Luca Carassiti.

 

 

LA BARCA TRA LE NORME – Le visite a bordo delle unità da diporto

Venerdì 21 settembre nella sala convegni del Padiglione B della Fiera Internazionale di Genova, abbiamo tenuto, in collaborazione con  l’Ordine degli Ingegneri di Genova, un seminario tecnico dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice sulla Nautica e la piena applicazione della Direttiva 2013/53/UE, per illustrare la nuova concezione di ispezione sulle imbarcazioni. Moderatore in nostro Amministratore Delegato l’ing. Giuseppe Macolino. Per l’Ordine ha portato i saluti l’ing. Felice Lombardo.

Di seguito vi proponiamo un sunto degli interventi.

LA CONDUZIONE DELLA VISITA DI RINNOVO DEL CERTIFICATO DI SICUREZZA – Come ha spiegato l’ing. Marco Vitti, tecnico operativo di ENAVE, il certificato è uno dei documenti fondamentali da tenere obbligatoriamente a bordo e va rinnovato – attraverso una visita condotta da un ente appositamente riconosciuto ed accreditato – la prima volta dopo 8-10 anni, secondo la categoria di progettazione, durante la quale, con l’imbarcazione a secco, sono studiati tutti i punti riguardanti la sicurezza. «Si verifica – dice Vittil’integrità della barca, dell’eventuale struttura velica, della parte impiantistica. Quindi che gli impianti gasolio, gas, elettrico, esaurimento sentine siano conformi alle regole e che non vi siano stati apportati cambiamenti sostanziali dalla precedente visita. Le difficoltà? Se non si conosce la situazione precedente perché dal foglio di riferimento non risultano i particolari, può essere difficile stabilirla. Quindi è essenziale ricostruire con scrupolo la storia dell’imbarcazione. La visita di sicurezza consente allo Stato di mantenere il controllo sulla barca nell’arco degli anni, dopo 10 nelle categorie A o B, e dopo 8 nelle C o D, e questa deve avere in efficienza tutti i punti ispezionati la volta precedente. Una sorta di tagliando, per banalizzare».

LA VISITA ISPETTIVA PER LE ISCRIZIONI ALLE AMMINISTRAZIONI DI BANDIERA – L’ing. Andrea Pippa, tecnico operativo ENAVE, ha ricordato che l’Amministrazione di Bandiera riguarda tutte le imbarcazioni, ed è il principale referente e responsabile per la sicurezza di ogni unità, sia essa da diporto (ogni unità di qualsiasi tipo, escluse le moto d’acqua, destinata ad attività sportive e ricreative con lunghezza dello scafo compresa tra 2,5 e 24 metri, indipendentemente dal mezzo di propulsione), sia mercantile o passeggeri. L’ispezione – effettuata direttamente da un’Amministrazione di Bandiera o delegata a enti tecnici autorizzati – è finalizzata al rilascio di certificati in conformità di requisiti riconosciuti a livello internazionale. Fra le parti tecniche analizzate: scafo, impianti di bordo, macchinari principali di propulsione, dotazioni di sicurezza. Se i requisiti corrispondono, viene rilasciato un determinato certificato – secondo il tipo di visita – e poi inizia il ciclo di vita previsto dal documento, che è definito “statutario”, perché è rilasciato o da uno Stato o da un ente tecnico per conto di uno Stato, e prevede una serie di visite scadenzate.

Questo sia al momento di una nuova costruzione oppure al cambio di bandiera, come spesso succede: quando entra la nuova Amministrazione di bandiera, è obbligatorio fare un nuovo ciclo di visite iniziali, da cui parte l’iter per l’emissione dei nuovi certificati.

LA VISITA PER LE CERTIFICAZIONI VOLONTARIE FINALIZZATE AI TEST DI LABORATORIO – Sono visite legate a una serie di test – come ha sottolineato l’ing. Luca Frausini di ENAVE-LINSET – per verificare le proprietà e la bontà in particolare dei materiali compositi. I controlli vengono effettuati con prove non distruttive utilizzando ultrasuoni, termografie e test fisici. Frausini ha fatto una panoramica delle norme in vigore (tante e diversificate), spiegando «cosa fare e quando farlo». Anche per ottimizzare l’utilizzo di un laboratorio. Esempio: la verifica dello stato di polimerizzazione di una costruzione. Se fatta in corso d’opera, prima di eseguire il ciclo di verniciatura, un’eventuale sottopolimerizzazione può essere risolta con una semplice applicazione di calore con spesa e impatto minimo. La stessa cosa fatta a vernice già applicata, comporta spesso la riverniciatura della barca. Un’azione al momento giusto permette quindi di risparmiare tempo e denaro.

ASPETTI LEGALI DELLE VISITE A BORDO DELLE IMBARCAZIONI – All’avv. Roberta Caragnano, dell’omonimo studio legale, è toccato il compito di spiegare come il nuovo Codice della Nautica da diporto – che ha semplificato molte procedure – ha riorganizzato, in una logica organica e sistemica, un po’ tutto “l’impianto” che sovrintende le visite di controllo e ispettive, ma anche i controlli della Capitaneria, che «nel tempo – ha detto – era diventato una prassi, avvicinando così l’Italia al contesto europeo. Anche se noi oggi nel Codice non abbiamo una parte, una norma, un capo, che ci dice quali siano gli aspetti legali: bisogna rintracciarli dentro l’articolato normativo. Le novità riguardano innanzitutto la classificazione delle imbarcazioni da diporto: prima erano tre, ora il panorama è molto più ampio. Di conseguenza, in base al tipo di imbarcazione da diporto abbiamo documenti necessari e altri che lo sono di meno. Da tenere presente anche che la licenza di navigazione è molto diversa dalla navigazione temporanea; che l’introduzione degli Sted, gli Sportelli telematici del diportista, hanno alleggerito l’apparato dal punto di vista burocratico e amministrativo, ma gli obblighi esistono ancora, e la documentazione va inviata per via telematica. I controlli restano tutti insomma, anzi se ne sono aggiunti di nuovi. Legati appunto anche all’esposizione della bandiera – a cui spesso non si pensa – e alla dichiarazione di armatore. Come bisogna distinguere la parte relativa all’iscrizione dell’imbarcazione da quella legata all’abilitazione alla navigazione».

VISITE DI SICUREZZA: NON SONO TUTTE UGUALI. CASE HISTORY L’ing. Alessandro Suardi, capo struttura di valutazione ENAVE, ha analizzato alcuni problemi tipici che si possono presentare durante le visite, valutando come risolverli per soddisfare le esigenze normative e facendo tornare l’armatore in acqua al più presto. Le visite per le unità da diporto sono periodiche (tipo quelle di revisione dell’automobile) e occasionali (determinati da eventuali eventi straordinari che possono incidere sui parametri di sicurezza). Due le cose a cui prestare molta attenzione per Suardi. L’identificazione dell’unità: mentre la targa e il telaio di un’auto sono difficilmente amovibili, in un’unità da diporto questi dati identificativi molto spesso sono adesivi; il numero di serie CE molto spesso è scritto o stampato su una targhetta esposta agli elementi o, per così dire, a rischio riverniciatura, così come quelli sui motori principali di propulsione.

La conformità dell’impianto elettrico, che molto spesso è oggetto di rimaneggiamenti (tipo l’utente che installa componenti che hanno un’incidenza, nel senso di consumi importanti e magari il conduttore, l’interruttore, la protezione i fusibili non sono adeguati e quindi è possibile trovarsi di fronte a situazioni anche molto pericolose).

“tratto dal periodico dA&B dell’Ordine degli Ingegneri di Genova”

Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Paolo Arena

Ed eccoci al quarto appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica mensile che vi racconta di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della nostra azienda.

Ora è arrivato il momento di conoscere meglio Paolo Arena, componente dell’ufficio struttura e valutazione.

Giovane ingegnere navale, romagnolo di nascita, Paolo sin dalla sua infanzia ha sempre mostrato un particolare interesse per i motoscafi da corsa, passione trasmessagli da suo padre di origine siciliana.

Ed è proprio sulla costa messinese, durante le vacanze estive, che Paolo sviluppa la sua passione per il mondo navale che l’ha portato ad intraprendere il suo percorso di studi conclusosi con la laurea magistrale nell’università di Trieste in Ingegneria Navale.

Il suo curriculum vanta diverse esperienze lavorative in differenti ambienti del campo nautico: dalla produzione di yachts di lusso al refitting navale, sia in Italia che a all’estero.

Parallelamente alla passione per il mare, Paolo ha sempre coltivato anche quella per il calcio, attaccante dai piedi d’oro non ha ancora appeso le scarpe al chiodo e si diletta a giocare in diversi tornei calcistici.

All’interno dell’ufficio struttura di valutazione si occupa di curare la parte tecnica, della realizzazione dei fascicoli tecnici e della stesura dei certificati di sicurezza.

Qui potete trovare gli articoli che parlano di Francesco Prinzivalli, Alessandro Suardi e Luca Carassiti.

 

 

 

 

ENAVE e CANTIERE DEL PARDO UNA STORIA LUNGA 10 BARCHE

Da qualche anno abbiamo iniziato una stretta collaborazione con il Cantiere del Pardo, storico cantiere italiano che ha dato vita, con oltre quaranta anni di storia, ad un importante capitolo della nautica moderna, producendo barche da regata di serie, con elevati standard qualitativi abbinati a un design elegante e innovativo.

L’intesa con il Cantiere è stata immediata, sia perché ENAVE promuove e sostiene il made in Italy di qualità, sia perché le aziende che negli anni hanno saputo integrare tecnologia, innovazione, passione e design rispettano la filosofia della nostra azienda.

In pochi anni quindi abbiamo seguito per loro la marcatura CE di 10 nuovi modelli, 3 dei quali sono in fase di lavorazione e verranno presentati nei prossimi mesi.

Il progetto è iniziato sulle barche a vela Grand Soleil, per le quali abbiamo curato sia alcuni modelli appartenenti alla linea Long Cruise sia alcuni modelli appartenenti alla linea Performance.

Nel corso del tempo, il buon rapporto professionale instauratosi e le nostre competenze tecniche hanno fatto si che ci fossero affidati anche modelli di barche a motore.

Ogni singola marcatura CE è stata analizzata nei minimi dettagli dai nostri ingegneri navali in staff con l’ufficio tecnico del cantiere, trasformando le problematiche che di volta in volta si incontravano in opportunità per sviluppare brillanti idee per poter mettere in acqua le imbarcazioni.

In tutti i casi analizzati sono state attuate soluzioni consone all’ottimizzazione delle caratteristiche della barca nel rispetto della normativa vigente.

Siamo davvero felici di questa collaborazione che ci permette di lavorare fianco a fianco ad uno dei più grandi cantieri italiani esprimendo a pieno la nostra professionalità.

In attesa del lancio dei nuovi modelli sul mercato ci auguriamo che la nostra storia possa durare per altre 10, 100, 1000 barche.

 

GALLERY: alcuni modelli del Cantiere del Pardo sui quali abbiamo lavorato

 

 

Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Luca Carassiti

Il terzo appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica mensile che vi racconta di chi ogni giorno contribuisce alla crescita della nostra azienda vi racconta del nostro Luca Carassiti, Capo della segreteria tecnica e responsabile della qualità.

Qui potete trova l’articolo di giugno e di luglio.

Luca si è avvicinato al mondo della nautica in maniera casuale, portando all’interno della nostra azienda tutto il suo expertise in fatto di programmazione e management, tanto da diventare un capo saldo dell’intera società. Memoria storica di ENAVE è con noi sin dal primo giorno e non c’è pratica o lavoro realizzato che sfugge al suo ricordo.

La sua passione non è per il mare, ma per la bicicletta. Ciclista incallito macina km su km con qualunque clima e situazione atmosferica.

Ferrarese di nascita, ma veneto di adozione e da pochi mesi diventato padre orgoglioso del piccolo Diego che avrà a questo punto un futuro brillante o nella nautica o nel ciclismo.

All’interno di ENAVE si occupa della gestione delle pratiche per il rinnovo e il rilascio dei certificati di sicurezza (preventivi, contatto con cliente/agenzia, organizzazione visita, emissione attestazioni, spedizioni, archiviazione); della corrispondenza con i Ministeri, il personale e i Tecnici Operativi, ma soprattutto si occupa della gestione della qualità aziendale: audit interni, customer satisfaction, aggiornamento modulistica interna. Visto il suo ruolo e la sua grande esperienza Luca si occupa anche della formazione dei Tecnici Operativi per tutto ciò che attiene la contrattualistica e la documentazione.

 

Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Alessandro Suardi

Eccoci al secondo appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica mensile che vi racconta chi ogni giorno contribuisce alla crescita della nostra azienda.

A giugno vi abbiamo presentato Francesco Prinzivalli (clicca qui per leggere l’articolo) ed ora è il momento del Responsabile della Struttura di Valutazione Alessandro Suardi.

Alessandro è Ingegnere navale, del mare e per l’ambiente dal 2009, si è laureato a Trieste, specializzandosi sin dai primi anni di studio nella progettazione delle unità da diporto a vela per navigazione d’altura e a lungo raggio.

Di origini bergamasche, ha trascorso la sua adolescenza al collegio navale Francesco Morosini di Venezia dove ha coltivato il suo amore per le barche e la navigazione a vela.

Istruttore per il conseguimento della patente nautica e skipper esperto tiene corsi di vela sia a per adulti che per bambini e ragazzi avviandoli alla passione per il mare.

Quest’anno festeggerà la sua ventesima partecipazione alla regata più affollata del mondo: la Barcolana, che ogni anno si tiene a Trieste la seconda domenica di ottobre e vede la partecipazione di oltre 2000 barche, al timone del suo unico amore Uchuck 110, un beneteau figaro.

Affascinato da sempre dalle barche e dal mare, con la sua perseveranza e le sue molteplici capacità, è riuscito a fare della sua passione un lavoro.

All’interno di ENAVE, dirige lo staff della valutazione tecnica e completezza formale della documentazione per le marcature CE, fornisce supporto tecnico e normativo a tutta la rete nazionale ed internazionale dei nostri tecnici operativi e si occupa dello sviluppo commerciale dei servizi anche attraverso la partecipazione a fiere, convegni, seminari e riunioni tecniche di settore.

 

regate offshore

La Federazione Internazionale della Vela accredita ENAVE per la verifica delle barche da regata offshore.

 

Con orgoglio annunciamo che dal mese di giugno, siamo tra gli unici 6 Organismi Notificati al mondo a poter svolgere il servizio di certificazione delle imbarcazioni per le regate d’altura.

Il World Sailing che si occupa principalmente di Olimpiadi, sovrintende – tramite le federazioni nazionali – anche l’organizzazione di tutte le regate del mondo e redige il Regolamento Internazionale di Regata.

Per quelle di altura esiste un’integrazione al Regolamento di Regata che si chiama Offshore Special Regulation (OSR). Questo regolamento disciplina sia la costruzione delle barche che la preparazione tecnica dei velisti. Tutte le barche che vogliono partecipare alle regate più prestigiose ed impegnative devono attenersi alle regole dell’OSR Structural Plan Review.

Grazie alla nostra competenza siamo stati selezionati per revisionare e approvare i piani strutturali delle barche che intendono partecipare a regate offshore, e per accertarne la conformità agli standard internazionali ISO. Il riconoscimento viene conferito esclusivamente agli organismi notificati in grado di eseguire valutazioni, e rilasciare certificati CE per la direttiva europea, sulle imbarcazioni da diporto e che inoltre hanno dimostrato grande esperienza con barche a vela con zavorra, gestiscono un sistema di gestione della qualità riconosciuto ISO e sono sottoposti a regolari controlli da parte del loro ente nazionale di accreditamento.

“Davvero felici di essere giunti ad un traguardo come questo” – sono le parole dell’Amministratore Delegato di ENAVE Giuseppe Macolino, che prosegue dicendo – “un importante riconoscimento per un Organismo Notificato così giovane come il nostro. Siamo pronti a dare il meglio e a portare il nostro contributo anche alle riunioni di revisione dell’OSR Structural Plan e delle Offshore Special Regulation visto che toccano temi così importanti come la sicurezza in mare, argomento che a noi sta particolarmente a cuore”

Per maggiori dettagli sul nostro servizio clicca qui.