DECRETO CORRETTIVO DEL NUOVO CODICE DELLA NAUTICA DA DIPORTO 2020

31 correzioni apportate al codice

Il decreto legislativo 12 novembre 2020, n. 160 – Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, concernente revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1, comma 5, della legge 7 ottobre 2015, n. 167 – è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore il 22 dicembre 2020.

Il decreto correttivo contiene interventi su 31 articoli e ha come obiettivo quello di dare al Codice una maggiore completezza e sistematicità tenendo conto anche delle questioni emerse in sede di prima applicazione del medesimo provvedimento. Di seguito sono indicate alcune delle novità introdotte.

Il decreto correttivo del nuovo codice della nautica da diporto 2020 permette di:

  • colmare le lacune di aggiornamento dei procedimenti amministrativi, al fine di rendere completamente operativo il sistema telematico del diporto e snellire gli adempimenti. Nel vecchio codice, alcune procedure relative al rilascio della licenza di navigazione provvisoria non erano contemplate nel contesto di quelle effettuabili in via telematica, ovvero, erano rimaste cartacee. Con la misura correttiva, andando allo sportello telematico, l’armatore può ora ottenere una licenza provvisoria, e con quella già fare l’imbarco dell’equipaggio e la licenza dell’apparato VHF, potendo dunque navigare subito. Si accorciano dunque i tempi necessari per ottenere la navigabilità dell’unità, uno dei fattori per i quali facevano più concorrenza le bandiere estere;
  • consentire al cantiere costruttore di un’unità da diporto, ove per qualsiasi ragione non riesca a concluderne la vendita, di poterla immatricolare a proprio nome, per dare sbocco a un mercato a “km zero”. I cantieri costruttori di unità da diporto possono ora intestare la barca a sé stessi e possono utilizzarla per attività, ad esempio, noleggio. Questo apre il mercato a un modello che nel mercato dell’auto esiste da anni, il Kilometro zero. Il concessionario non si trova quindi più obbligato a tenere bloccata una barca nuova non venduta, ma può sfruttarla o lanciarsi in un nuovo business, adibendo una nuova barca nuova a noleggio per poi venderla successivamente;
  • prevedere una disciplina per la navigazione di “droni”. Una norma che va a colmare un vuoto normativo, introducendo la possibilità di attività commerciale, o assistenza, o rimorchio, o, ad esempio, monitoraggio di un campo boe, che possa esser eseguita da un drone;
  • introdurre nuove forme di utilizzo commerciale delle unità da diporto, in linea con le raccomandazioni espresse dal Consiglio di Stato, per dare supporto alla dinamicità del settore;
  • prevedere sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività di scuola nautica;
  • correggere la disciplina delle patenti nautiche, con finalità di inclusione sociale delle persone diversamente abili e degli anziani e la possibilità di effettuare le visite mediche direttamente presso le scuole patenti;
  • introdurre un’anzianità di almeno tre anni di patente nautica per il comando di unità da diporto in attività di noleggio occasionale, al fine di garantire maggiore sicurezza. Il noleggio occasionale permette al proprietario di imbarcazione (ricordiamo che per i natanti non è previsto il noleggio occasionale), di noleggiare la propria barca fino a un massimo di 42 giorni l’anno. Con la correzione, è stato stabilito che il proprietario deve essere in possesso di patente nautica da almeno 3 anni;
  • l’istituzione dell’archivio nazionale dei prodotti delle unità da diporto, al fine di contrastare l’immissione sul mercato di prodotti fraudolenti che provochino incidenti o infortuni. Questa è una vera novità, a tutela delle aziende produttrici di prodotti per la nautica da diporto sia per la sicurezza del diportista. Se si verificano degli incidenti su prodotti per la nautica, tali prodotti saranno inseriti in una lista nera che andrà a bandirli dal mercato in quanto non conformi o pericolosi. Il consumatore è tutelato perché non dovrebbe trovarsi in condizioni di acquistare, anche in buona fede, un prodotto che ha già causato incidenti. Il produttore, onesto, viene tutelato dal ritrovarsi sul mercato prodotti non conformi o contraffatti in concorrenza. La banca dati sarà gestita dal ministero dei trasporti.
  • previsione di aree destinate a ormeggio a secco nei piani regolatori dei porti mercantili, ogni porto commerciale ha l’obbligo di avere un piano regolatore PR, e tali PR dovranno ora specificare quali siano le aree destinate agli ormeggi a secco. Molti porti mercantili hanno aree non più utilizzate, qualunque soggetto privato può dunque chiedere ora una concessione demaniale per fare ormeggio a secco, il nuovo codice è lo strumento giuridico per obbligare il porto in questione a rispondere alla domanda riferendosi al piano regolatore.

 

Qui il DECRETO LEGISLATIVO 12 novembre 2020, n. 160 completo

 

Fonti: Giornale della vela, Sailbiz

rinnovo certificato di sicurezza nautica

RINNOVO DEL CERTIFICATO DI SICUREZZA

è tempo di rinnovare il certificato di sicurezza!

Hai controllato la data di scadenza del certificato di sicurezza della tua imbarcazione? Se è in scadenza contattaci! ENAVE esegue visite e accertamenti per il rilascio, rinnovo e convalida del certificato di sicurezza e altri accertamenti previsti dal Codice della Nautica.

Il rinnovo avviene immediatamente dopo l’accertamento tecnico da parte di ENAVE.

Provvederemo noi stessi ad avvisare la Autorità Marittima 48 ore prima della visita di accertamento. Dal momento della visita ENAVE è in grado di produrre l’ attestazione di idoneità sia per l’Autorità Marittima che per il diportista in tempi brevissimi.

Per richiedere un accertamento tecnico è sufficiente CLICCARE QUI e compilare il form per ottenere un preventivo

 

ANALISI FLUIDI DI BORDO

Da oggi puoi rivolgerti ad ENAVE per avere l’analisi dei fluidi presenti nei macchinari di bordo, dai motori principali di propulsione, ai gruppi elettrogeni, verricelli, centraline idrauliche ecc…

Con analisi dei fluidi di bordo si intende l’attività di analisi delle proprietà chimico-fisiche del fluido (di lubrificazione o di raffreddamento) dopo un certo periodo di utilizzo, nonché la ricerca di eventuali contaminanti, allo scopo di ottenere informazioni sulle condizioni operative del sistema e sulle condizioni del fluido stesso.

Lo scopo principale degli esami è la ricerca dei “segnali deboli”, contenuti nel fluido in uso, sotto forma di contaminanti o suo degrado chimico/fisico, che possono aiutare a preservare l’integrità della macchina e del sistema collegato.

Nel settore marino, la propulsione è un ambito in cui il controllo e la “prevenzione” divengono essenziali per preservare il bene da eventuali gravi avarie e per garantirne la sicurezza nell’impiego, sia per motori a benzina che per motori diesel.

L’ uso discontinuo dei motori peggiora talvolta la loro conservazione, favorendo fenomeni di corrosione galvanica e degrado delle superfici esposte. La presenza di gasolio incombusto (ancora peggio di benzina) compromette la viscosità del fluido causando fenomeni di usura, specie in fase di avviamento.

Controllare lo stato operativo e di degrado funzionale di un propulsore, mediante analisi dei fluidi, è un’operazione poco costosa per l’armatore, e dà in breve tempo risultati utili per la valutazione del propulsore in esame.

Le analisi effettuate sugli oli lubrificanti (o idraulici) usati, provenienti cioè da meccanismi in esercizio, per verificarne l’effettivo “stato di salute”, rientrano nella categoria dei “controlli non distruttivi” e hanno valore essenzialmente diagnostico e preventivo, grazie a questa capacità di “leggere” in un fluido, lo “stato di salute” di un macchinario. È possibile comprendere immediatamente la gravità di un eventuale danneggiamento di un componente meccanico, o prevenire una incombente grave avaria.

ENAVE offre a tutti i propri clienti, a prezzi vantaggiosi, un servizio di monitoraggio degli oli e dei grassi per la lubrificazione, dei liquidi di raffreddamento e dei combustibili di qualsiasi motore o macchinario in esercizio, cogli l’opportunità e CONTROLLA LO STATO DI SALUTE DELLA TUA IMBARCAZIONE O DI QUELLA CHE VUOI ACQUISTARE.

Contattaci al numero 0721 1866487 o invia un e-mail a info@enave.it per maggiori informazioni.

BREXIT in BRIEF – É il momento della transizione

In questo periodo di emergenza COVID-19 è essenziale prepararci a ripartire guardando alla realtà futura con tutte le possibili novità, facciamo un po’ di chiarezza per gli operatori economici in merito alla Brexit.

Dal 1° febbraio 2020, il Regno Unito si è ritirato dall’Unione europea ed è diventato un “paese terzo” . L’accordo di recesso prevede un periodo di transizione che terminerà il 31 dicembre 2020. Fino a tale data, la legislazione dell’UE è applicabile anche al Regno Unito.

Durante il periodo di transizione, l’UE e il Regno Unito negozieranno un accordo su un nuovo partenariato, prevedendo in particolare una zona di libero scambio. Tuttavia, non è certo se tale accordo sarà concluso ed entrerà in vigore alla fine del periodo di transizione. In ogni caso, questo creerebbe una accordo che, in termini di condizioni di accesso al mercato, sarà molto diverso dalla partecipazione del Regno Unito al mercato interno, nell’Unione doganale dell’UE e nel settore dell’IVA e delle accise.

Pertanto, tutte le parti interessate, e in particolare gli operatori economici, devono valutare  la propria situazione giuridica alla fine del periodo di transizione.

Un operatore economico stabilito nell’UE che, prima della fine del periodo di transizione, era considerato un distributore UE di prodotti ricevuti dal Regno Unito, diventerà un importatore ai fini della legislazione sui prodotti dell’Unione Europea. Questo operatore dovrà rispettare gli obblighi applicabili a un importatore, per quanto riguarda in particolare la verifica della conformità del prodotto e, ove applicabile, l’indicazione dei suoi dati di contatto sul prodotto o sulla sua etichetta.

Alla fine del periodo di transizione, gli organismi notificati del Regno Unito perderanno il loro status di organismi notificati dall’UE e saranno rimossi dal sistema informativo della Commissione sulle organizzazioni notificate (banca dati NANDO). Quindi, gli organismi notificati del Regno Unito non saranno in grado di svolgere compiti di valutazione della conformità ai sensi della legislazione sui prodotti dell’Unione Europea.

Dunque sarà necessario che gli operatori economici facciano domanda per un nuovo certificato rilasciato da un organismo notificato dell’UE, o organizzino un trasferimento della documentazione e del certificato corrispondente dall’organismo notificato del Regno Unito a un organismo notificato dell’UE, a cui subentrerebbe quindi la responsabilità per quel certificato.

L’articolo 41 dell’accordo di recesso prevede che un bene esistente e individualmente individuabile legalmente, immesso sul mercato nell’UE o nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione possa essere ulteriormente reso disponibile sul mercato dell’UE o del Regno Unito e circola tra questi due mercati fino a raggiungere l’utente finale. Laddove previsto dalle disposizioni applicabili del diritto dell’Unione, un tale bene può anche essere messo in servizio nell’UE o nel Regno Unito.

La nozione di immissione sul mercato si applica ai singoli prodotti. Di conseguenza, questa disposizione si applicherà solo ai singoli prodotti che sono stati immessi sul mercato nell’UE o nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione, ma non al tipo o alla serie di prodotti in modo generale.

L’operatore economico che fa affidamento a tale disposizione ha l’onere di dimostrare, sulla base di qualsiasi documento pertinente, che il bene è stato immesso sul mercato nell’UE o nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione. Tale prova può essere fornita sulla base di documenti normalmente utilizzati nelle transazioni commerciali.

Ai fini di tali disposizioni, si precisa che, per “immissione sul mercato” si intende la prima fornitura di un bene per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato nel corso di un’attività commerciale, in cambio o in pagamento o gratuitamente. ” Messa in servizio “significa primo utilizzo di un bene all’interno dell’Unione Europea da parte dell’utente finale per gli scopi per i quali è destinato o, nel caso di equipaggiamento marittimo, l’imbarco.

Al contrario, le seguenti situazioni non sono considerate come immissione sul mercato:

  • Prodotti preordinati, non ancora prodotti
  • Contratto per la fornitura di beni fungibili (ad es. X unità di prodotto Y, non identificabili individualmente)
  • Merci fabbricate e conservate nelle scorte del produttore, ma non ancora fornite per la distribuzione, il consumo o l’uso
  • Offerta generica di un prodotto on-line (solo dopo che un ordine è stato effettuato e confermato da un cliente, il bene specifico oggetto della transazione pronto per la spedizione è considerato immesso sul mercato).

Fonte : Official website of the European Union

 

 

La nautica riprenderà dopo il Coronavirus…sei PRONTO A SALPARE?

Il Coronavirus sta imperversando in Italia come in tutto il mondo ed ha rallenatato la Nautica da Diporto.

Attendiamo, speriamo a breve, una forte ripresa . Per questo vogliamo farci trovare pronti quando questo accadrà.

Presto le restrizioni verranno allentate, ci auguriamo che ogni armatore inizi da adesso a prendersi cura della propria barca prenotando la visita per il rinnovo del certificato di sicurezza. ENAVE fisserà la visita entro 7 giorni dal termine delle restrizioni previste nella propria zona.

In occasione di questo delicato momento, ENAVE in qualità di Organismo Notificato, ha definito una speciale scontistica del 10% sul proprio listino per il rinnovo del certificato di sicurezza.

Prenota adesso ed accedi allo sconto!

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QR CODE – “INQUADRA E VERIFICA”

Un codice univoco che ti permette di identificare e verificare l’autenticità di ogni singolo attestato.

ENAVE utilizza un sistema digitale che permette la generazione di un “QR CODE” che viene automaticamente, ed in maniera univoca, associato ad ogni attestato emesso.

In questo modo, inquadrando con un App di lettura del proprio dispositivo mobile il QR CODE presente sull’attestato ENAVE, si verrà automaticamente reindirizzati ad una pagina del sito web di Enave. In questa pagina, visibile solo al possessore del’attestato, compariranno i dettagli del certificato in questione a garanzia dell’autenticità dell’emissione e con l’informazione aggiuntiva della data di scadenza.

Introducendo questo sistema di controllo ENAVE garantisce ai propri clienti la tracciabilità e rintracciabilità delle informazioni.

È molto semplice, basta seguire questi tre passi:

  • PRENDI IL TUO DISPOSITIVO MOBILE ADIBITO ALLA LETTURA DEL QR-CODE
  • INQUADRA IL QR-CODE PRESENTE SULL’ATTESTATO ENAVE
  • VERIFICA I DATI

Non ti resta che provare!

Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Valeria Ribaldi

Prosegue la nostra rubrica di “citofonare ENAVE”, che vi racconta di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della nostra azienda.

Continua la presentazione dei nostri Tecnici Operativi che formano il tessuto portante della nostra rete di esperti che ci permette di essere presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale e in diverse località estere, dandoci la possibilità di svolgere visite e di risolvere ogni tipo di problematica con efficienza ed efficacia.

L’undicesimo appuntamento di “citofonare ENAVE” è dedicato ad una donna solare, positiva ed entusiasta.

Oggi è il turno di Valeria Ribaldi, tecnico operativo che ricopre le aree del ponente Ligure e alta Sardegna.

Nata a Mantova ma naturalizzata ligure, ha studiato all’università di Genova per diventare Ing. Navale dopo un diploma da perito Elettrotecnico.

La sua prima esperienza lavorativa, nel porto di Genova, è stata nell’ambito delle eliche navali per poi, trasferita a Varazze, passare in un cantiere di refitting su unità medio-piccole.

Lavora con Il Team di Enave dal 2015, quando, dopo un trasferimento in Sardegna e il rientro a Varazze, ha intrapreso la libera professione.

Oggi si dedica al lavoro, alla corsa (quest’anno la sua prima maratona) ed a una figlia super speciale (inevitabilmente inserita nel mondo della nautica e dello sport), facendo da pendolare tra Varazze ed Olbia.

 

Qui potete trovare gli articoli che parlano dell’Ing. Francesco Prinzivalli , dell’Ing. Alessandro Suardi , dell’Ing. Giulia Cresci , di Elisa Bacchiocchi, di Andrea Pippa e di Stefano Signori.

 

Il refit nautico – tra progettazione e norme

Il 20 Settembre 2019, all’interno del 59° Salone Nautico di Genova, ENAVE in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Genova ha tenuto un seminario tecnico per illustrare gli aspetti tecnici, progettuali, normativi e pratici “di cantiere” che si nascondono dietro al refit o alla riparazione di una unità da diporto.

Il refitting di un’imbarcazione comprende una serie di attività come ad esempio l’aggiunta o sostituzione di un elemento, la personalizzazione per apportare delle migliorie tese a soddisfare i bisogni dell’armatore, il ripristino di parti logore o mal conservate, l’introduzione di elementi più tecnologici per migliorare la navigazione, le prestazioni, i consumi.

Il refit nautico è un settore in crescita con un fatturato di circa 240 milioni di euro (fonte Ucina). Questo segmento di mercato della nautica, che si è ormai consolidato come una realtà emergente in continuo sviluppo, impone sicuramente alcune riflessioni in merito.

Il quadro normativo è in continuo aggiornamento ed è importante fornire degli strumenti ai professionisti che affiancano gli armatori in queste operazioni in modo da poter coniugare i desideri dell’armatore con le esigenze tecniche e legislative.

Nel corso del seminario, il mondo del refit è stato analizzato sulla base del rapporto tra cantiere/progettista ed ente tecnico, allo scopo di proporre un educational rivolto agli operatori del settore, utile a comprendere le procedure da seguire e la loro importanza.

Un primo panel di esperti, di cui facevano parte l’Ing. Damiano Lancia, l’ing. Giovanni Ceccarelli e l’Ing. Stefano Signori, si è concentrato sugli aspetti progettuali dalla parte del cantiere, sulle richieste dell’armatore e sulle procedure da attuare in collaborazione con l’ente tecnico. Soddisfare le richieste del cliente è alla base del cantiere, che però deve tenere conto delle norme attualmente in vigore. Spesso infatti, un lavoro di modifica in una imbarcazione può sfociare in qualcosa di più grande. Un intervento, che può sembrare fine a sé stesso, va valutato in termini di permanenza dei Requisiti Essenziali. Requisiti imposti dalla Direttiva 2013/53 UE che stabilisce la progettazione e la fabbricazione di unità da diporto e componenti, e le norme sulla loro libera circolazione nell’Unione Europea.  Qualora sussistano dubbi sulla permanenza, anche di uno solo dei Requisiti Essenziali, è necessario provvedere a verificarli tutti. Questo spesso comporta, in aggiunta alla modifica “iniziale”, anche la sostituzione o ammodernamento di alcuni impianti come quello combustibile o quello delle acque nere, ma non solo; avendo apportato delle modifiche ai requisiti essenziali andranno sicuramente aggiornati Manuale del Proprietario e calcoli di satbilità.

Un secondo panel, che includeva i tecnici ENAVE, l’Ing. Alessandro Suardi e l’Ing. Giulia Cresci, si è focalizzato sulla parte normativa. Un refit o una riparazione può assumere forme diverse a seconda dell’entità della modifica. Il quadro normativo parla chiaro: se si apportano innovazioni o mutamenti rilevanti per i quali vengano meno i requisiti essenziali imposti dalla Direttiva attualmente in vigore è necessaria una APC-Post construction Assessment; se si apportano modifiche alle caratteristiche tecniche non essenziali in base alle quali è stato rilasciato il certificato di sicurezza, è necessaria la convalida dello stesso (valido solo su unità iscritte al RID). La valutazione Post Costruzione è, formalmente, molto simile alla certificazione di una nuova imbarcazione, poichè dal momento che ad essa vengono apportate delle modifiche rilevanti, è considerata una nuova unità. La convalida invece si esegue nel caso in cui all’unita’ siano state apportate innovazioni o abbia subito mutamenti alle caratteristiche tecniche di costruzione non essenziali, effettuando un’ispezione completa a bordo e verificando la permanenza dei requisiti di sicurezza.

C’è da dire che rispetto agli anni precedenti si stanno affacciando sulla scena nuove realtà cantieristiche: si tratta di cantieri, che a causa della forte competizione nel mercato delle nuove costruzioni, scelgono di dedicarsi al Refit, per questo è importante formare ed informare gli esperti del settore. In generale è abbastanza un’opinione comune che questo mercato, seppur sempre più selettivo e qualitativo, continuerà a dare buone soddisfazioni agli operatori.

 

Sono intervenuti:

Ing. Francesco Prinzivalli – Ingegnere Navale – Socio fondatore ENAVE

Ing. Damiano Lancia – Ingegnere Nautico – Customer care & Refit Manager Vismara Marine

Ing. Giovanni Ceccarelli – Ceccarelli Yacht Design

Ing. Giulia Cresci – Ingegnere Nautico – Ufficio struttura valutazione ENAVE

Ing. Stefano Signori – Ingegnere Navale – Studio Mare Nostrum

Ing. Alessandro Suardi Ingegnere Navale – Capo ufficio struttura valutazione ENAVE

 

 

Citofonare ENAVE: vieni a conoscerci uno ad uno – Vi presentiamo Stefano Signori

Ed eccoci al decimo appuntamento di “citofonare ENAVE”, la nostra rubrica che vi racconta di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della nostra azienda.

Con questo articolo proseguiamo nel presentarvi i nostri Tecnici Operativi che formano il tessuto portante della nostra rete di esperti che ci permette di essere presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale e in diverse località estere, dandoci la possibilità di svolgere visite e di risolvere ogni tipo di problematica con efficienza ed efficacia.

Oggi è il turno di Stefano Signori, tecnico operativo che ricopre le aree del Lago di Garda e nord di Venezia.

Classe 1981, nato e cresciuto a Vicenza, si è laureato in Ingegneria Navale a Trieste nel 2006.

Dopo una prima esperienza lavorativa di tre anni al RINA, nel 2009 decide di affrontare nuove esperienze; comincia a svolgere qualche lavoro come libero professionista, per poi decidere che la libera professione è l’attività a lui più consona ed infatti la porta avanti tutt’oggi, spaziando dalla progettazione di navi da crociera fluviali, ai pescherecci, a piccoli motoscafi, alla consulenza, all’assistenza alla certificazione anche di progetti innovativi come la propulsione ad idrogeno.

Dal 2012 entra a far parte del team ENAVE come tecnico operativo effettuando ispezioni per il rinnovo delle annotazioni di sicurezza e per marcature CE su nuove imbarcazioni da diporto; dal 2018 collabora anche con il Dromon Bureau of Shipping come surveyor.

E’ appassionato sia di navigazione marittima che di navigazione interna ed anche di voga in tutte le sue forme, dal kayak alla voga alla veneta; sogna di circumnavigare l’Europa tra mari, fiumi, canali e oceani.

 

Qui potete trovare gli articoli che parlano dell’Ing. Francesco Prinzivalli  dell’Ing. Alessandro Suardi , dall’Ing. Paolo Arena , dell’Ing. Giulia Cresci , di Luca Carassiti, di Manuel Orlandi, di Elisa Bacchiocchi e di Andrea Pippa.

 

SEMINARIO TECNICO 3 CFP: Il refit nautico – tra progettazione e norme

 

 

L’ Ordine degli Ingegneri di Genova insieme ad ENAVE – Ente Navale Europeo S.r.l propone, un seminario tecnico per illustrare gli aspetti tecnici, progettuali, normativi e pratici “di cantiere” che si celano dietro al refit o alla riparazione di una unità da diporto.

Questo seminario vuole fornire degli strumenti ai professionisti che affiancano gli armatori in queste operazioni e che devono poter coniugare i desideri della proprietà con le esigenze tecniche e normative. Alcune recenti novità nel quadro normativo nazionale e i continui aggiornamenti di quello comunitario impongono alcune riflessioni in merito.

Un refit o una riparazione, alla luce delle nuove norme, può assumere amministrativamente forme diverse dipendenti sia dall’estensione dei lavori che dal modello di unità che dall’età dell’unità stessa. In questa occasione può essere inoltre utile rivedere o aggiornare le sistemazioni impiantistiche della imbarcazione da diporto e per elevare gli standard di sicurezza in mare.

Durante il seminario verranno affrontati i temi che costituiscono l’apparato normativo attuale e saranno illustrate le procedure che i tecnici rispettano durante i controlli a bordo anche tramite la presentazione di case history da parte degli operatori del settore.

 

 

Programma

 

14.15 – 14.30

Registrazione dei partecipanti

14.30 – 14.40

Introduzione ai lavori e saluti iniziali

Ing. Maurizio Michelini  – Presidente Ordine Ingegneri Genova – Moderatore

Ing. Giuseppe Macolino – Amministratore di ENAVE

14.40 – 15.15

Un caso di Refit – Lupa of the Sea

Ing. Damiano Lancia – Ingegnere Nautico – Customer care & Refit Manager Vismara Marine  

15.15 – 15.50

Il Refit secondo l’Amministrazioni di Bandiera

Ing. Giovanni Ceccarelli –  Ingegnere  – Ceccarelli Yacht Design

15.50 – 16.25

La visita Occasionale per Convalida della Annotazioni di Sicurezza: aspetti salienti

Ing. Giulia Cresci  –  Ingegnere Nautico- Tecnico Operativo ENAVE –Motoryacht expert

 

16.25 – 16.45 Pausa

 

 16.45 – 17.25

Un case study: la riparazione di un Motoryacht a seguito di incaglio grave

Ing. Stefano Signori  – Studio Mare Nostrum

17.25 – 18.00

La Marcatura CE Post Costruzione: gli aspetti durante un Refit

Ing. Alessandro Suardi. –  Ingegnere Navale- Coord. Tecnico Tecnici Operativi e Sviluppo ENAVE

 

18.00 – 18.15 Conclusioni e dibattito

 

 

CREDITI FORMATIVI

Il riconoscimento di 3 CFP al presente seminario è stato autorizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, che ne ha valutato anticipatamente i contenuti formativi professionali e le modalità di attuazione.

ISCRIZIONE AL SEMINARIO e QUOTA D’ISCRIZIONE

Il seminario è gratuito e aperto a tutti gli Ingegneri e agli Architetti iscritti ai rispettivi ordini professionali. L’iscrizione dovrà avvenire esclusivamente online attraverso la piattaforma dedicata dell’Ordine degli Ingegneri di Genova: CLICCANDO QUI. Il numero massimo di partecipanti è di 80. Per accedere all’interno del Salone Nautico di Genova sarà sufficiente presentarsi al desk con la mail di conferma della partecipazione al seminario.

ASSENZE

Al fine del rilascio dei crediti non sono consentite assenze neppure parziali, e non sono previsti rimborsi in caso di mancato rilascio dei crediti.

 

scarica la locandina dell’evento